Lucas Herzig — Il mondo di sempre

Safari, 2022, fotografia tratta dall'omonimo libro d’artista. Foto: Mattia Angelini

Safari, 2022, fotografia tratta dall'omonimo libro d’artista. Foto: Mattia Angelini

Fokus

Vincitore del premio Manor Ticino, Lucas Herzig presenta una selezione di lavori recenti al MASI di Lugano. ‹e spesso intendo sempre› è il titolo della mostra personale che propone diverse opere tra installazioni, immagini, oggetti di recupero e video. Un safari immersivo e contemporaneo.

Lucas Herzig — Il mondo di sempre

Non si può fare a meno di notare che Lucas Herzig, come molti artisti della sua generazione, si esprime senza difficoltà in svariate tecniche, riuscendo a creare un’esposizione articolata su una piacevole meccanica polifonica e polisemica.
Si passeggia nelle sale espositive del Palazzo Reali a Lugano scoprendo delle sorte di reperti archeologici del tutto personali, manufatti, ma anche oggetti trovati (si pensa) in strada. Frammenti di «roba comune» che tracciano il ritratto di una civilizzazione, forse la nostra, composta di plastica, chiavi, ossa, lattine. Viene in mente ‹Mitologie› di Roland Barthes, in cui il semiologo francese descrive come l’elemento visivo non sia nient’altro che il rivelatore delle convenzioni di una società. Herzig, come un serio ricercatore, non commenta i sui ritrovamenti, ma li ordina, li affianca e rimane sul fattuale, lasciandoci liberi e libere di interpretare e speculare sulla logica di questo archivio in tre dimensioni.  
Accanto a frammenti di tipo Ready-made, ritroviamo in una sala dei manufatti, alcuni con sembianze umane, collocati al muro o legati tra loro da fili di metallo fluttuanti nell’aria. Anche qui non ci sono dati elementi di lettura, si intuisce un’origine umana, forse legata allo spirituale, tracce di una civilizzazione con i suoi propri paradigmi. Gli oggetti sembrano infatti basati su un’iconografia precisa, rappresentano un’alterità. L’artista ci invita anche a scoprire elementi di un territorio composto da rocce di grandi dimensioni ricostituite in cartapesta. L’effetto a lente di ingrandimento permette di soffermarsi sulle diverse superfici che ricordano forme di vita come licheni. In un modo del tutto non convenzionale, la visita a questa mostra si arricchisce dalla presenza di una sala dedicata ai microrganismi che decompongono il legno, come in un museo di storia naturale. Da segnalare inoltre il libro d’artista ‹Safari›, realizzato da Herzig con il fotografo Mattia Angelini e che purtroppo è messo poco in valore essendo assente dalla sala espositiva, infatti bisogna cercarlo alla ricezione. Chi lo trova ha il piacere di scoprire una specie di diario di viaggio fotografico, una traversata delle Alpi dove l’artista si è messo in scena e inserisce nel paesaggio alcuni dei suoi lavori. Se pensiamo al periodo della recente pandemia, con le domande inerenti al mondo di prima e al mondo del dopo, Herzig propone un mondo di sempre. Un mondo in cui l’umanità si immerge, cercando immancabilmente di ordinarlo, di darci un senso, per mettere costantemente in discussione il proprio posto.

Frank Maggioni è saggista e filosofo. maggionifrank@gmail.com

→ ‹Lucas Herzig – e spesso intendo sempre›, MASI Palazzo Reali, Lugano, fino al 19.2., ↗ www.masilugano.ch

Bis 
19.02.2023
Ausstellungen/Newsticker Datum Typ Ort Land
Lucas Herzig — und oft heisst immer 23.10.202219.02.2023 Ausstellung Lugano
Schweiz
CH
Künstler/innen
Lucas Herzig
Autor/innen
Frank Maggioni

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