Manifesta 12 — L’ipotesi fitologica

Trevor Paglen · Fanon (Even the DEAD Are Not Safe), 2017. Foto: Boris Magrini

Trevor Paglen · Fanon (Even the DEAD Are Not Safe), 2017. Foto: Boris Magrini

Fokus

La 12a Manifesta ha luogo a Palermo, città nel cuore del mediterraneo che durante la sua storia ha conosciuto varie occupazioni. La squadra di curatori si ispira alle idee del botanico francese Gilles Clément per affrontare temi quali l’ecologia, l’immigrazione e l’ingiustizia sociale. 

Manifesta 12 — L’ipotesi fitologica

Crocevia culturale, Palermo è la città esemplare per sviluppare domande in merito al destino dell’Europa e a cosa significhi essere europei oggi, questioni che contraddistinguono la biennale d’arte contemporanea, secondo la direttrice Edwig Fijen. Organizzata intorno a tre gruppi tematici, l’esposizione occupa una ventina di spazi della capitale siciliana. Il primo tema tratta il giardino botanico, quale strumento di riflessione in merito ai rapporti di convivenza. A questo primo gruppo appartengono ad esempio le opere del collettivo Fallen Fruit, con una mappa che localizza piante e frutti commestibili accessibili negli spazi pubblici, o ancora di Melanie Bonajo e il suo documentario che indaga l’urgenza di ritrovare un dialogo con la natura attraverso rituali moderni. Il secondo tema riguarda le reti invisibili, quelle delle tecnologie dell’informazione, che oggi non solo offrono una migliore distribuzione del sapere ma anche uno strumento di sorveglianza. James Bridle ha sviluppato ad esempio un programma che permette di individuare la cittadinanza digitale degli utenti, a seconda dei siti internet frequentati e quindi della localizzazione geografica degli indirizzi IP che definiscono la loro identità online. Il riconoscimento facciale attraverso algoritmi è invece affrontato da Trevor Paglen, il quale produce nuovi ritratti sfruttando questi modelli. Il terzo tema verte infine sulla città di Palermo in quanto tale, con la sua storia e le sue molteplici realtà sociali, invitando gli artisti a intervenire nello spazio urbano con opere in situ e partecipative. Ne sono un esempio le opere di Matilde Cassani, Marinella Senatore e Rotor. Ciò che più crudelmente Manifesta 12 rivela, è quanto l’Europa non sia ancora riuscita a trovare non solo soluzioni, ma neppure visioni convincenti di come risolvere i problemi fondamentali quali la ridistribuzione delle ricchezze, la democratica utilizzazione delle tecnologie di comunicazione, l’integrazione dei rifugiati e l’imminente disastro ambientale dovuto al riscaldamento climatico. È sintomatico che alcune delle opere più convincenti – quelle dei collettivi Cooking Sections e Peng! Collective – non si limitino a denunciare situazioni ingiuste o allarmanti, ma propongano strumenti concreti, seppure ancora limitati a situazioni puntuali. Queste opere costituiscono forse addirittura una nuova tipologia, uno svolgimento più pragmatico della produzione artistica a carattere politico. Un segnale, di come la produzione artistica stia evolvendo in ragione dell’urgenza di agire, di fronte all’inazione dei dirigenti politici.

Boris Magrini, storico dell’arte e curatore alla HeK (House of Electronic Arts Basel). mail@borismagrini.com

Bis 
04.11.2018
Ausstellungen/Newsticker Datumaufsteigend sortieren Typ Ort Land
Manifesta 12 16.06.201804.11.2018 Grossausstellung/Festival Palermo
Italien
IT
Autor/innen
Boris Magrini
Künstler/innen
Trevor Paglen

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