NFT e criptoarte — Un mercato controverso per l’arte digitale

ertdfgcvb (Andreas Gysin) · Tower 10, 2021, animazione in loop, screenshot: superrare.com/artwork-v2/tower-10-27181

ertdfgcvb (Andreas Gysin) · Tower 10, 2021, animazione in loop, screenshot: superrare.com/artwork-v2/tower-10-27181

Fokus

Da quando gli NFT, i gettoni crittografici non fungibili, sono usati per commercializzare opere di arte digitale, questi hanno fatto parlare di sé e polarizzato l’opinione. La produzione della criptoarte è esplosa, ma la questione rimane aperta sulle opportunità reali e sul futuro di questa produzione.

NFT e criptoarte — Un mercato controverso per l’arte digitale

Il ticinese Andreas Gysin è tra gli artisti Svizzeri che è riuscito a costruirsi un discreto successo nel mercato degli NFT, cosa non da poco considerata l’immensità di opere prodotte per queste piattaforme di distribuzione. Certamente il suo percorso artistico con Sidi Vanetti, insieme al quale ha prodotto opere caratterizzate da un approccio generativo e programmatico, ha aiutato non solo alla sua celebrità ma anche a sviluppare un’estetica particolarmente idonea al contesto della criptoarte. Gysin non nega le difficoltà legate a questo mercato, da una parte la necessità di promuovere le proprie opere attraverso canali diversi, dall’altra i problemi legati alla tecnologia blockchain e le critiche mosse al suo riguardo. Afferma pertanto che gli NFT non solo hanno aperto un mercato per artisti digitali, ma lo hanno inoltre reso più democratico.
In realtà, pochi ancora sono gli artisti che riscontrano un successo economico con la vendita degli NFT. Oltre ai casi spettacolari quali le vendite dei CryptoPunks di Watkinson & Hall, di Beeple, della pop star Grimes o dei video della lega di pallaca- nestro statunitense NBA, troviamo anche nomi già conosciuti dell’arte digitale quali Refik Anadol e Rafaël Rozendaal. A proposito di questo nuovo mercato, la comunità artistica è divisa tra scettici ed entusiasti. Viene soprattutto rimproverato l’impatto ecologico negativo, dovuto all’enorme consumo energetico necessario per validare le transazioni delle blockchain basate sul meccanismo proof-of-work, quali l’Ethereum, su cui la maggioranza delle piattaforme per il commercio degli NFT si basano, come SuperRare e Nifty Gateway. Il rinomato centro d’arte ZKM di Karlsruhe ha addirittura affermato sospendere gli acquisti di NFT basati sull’Ethereum per questa ragione. Al contempo, si stanno sviluppando altre piattaforme basate su criptovalute che usano il meno dispendioso sistema proof-of-stake, ad esempio la piattaforma HicEtNunc basata sui Tezos. Altre critiche portano sulla natura degli NFT e sull’incertezza in merito a cosa i collezionisti acquistino realmente attraverso tali certificati di autenticità. Inoltre, la stabilità stessa delle blockchain e delle criptovalute sono messe in discussione. Poiché strutturate in maniera decentrata, queste necessitano la costante presenza di utilizzatori e di transazioni al fine di perdurare. Alcuni detrattori considerano che gli NFT non sono che un’astuzia sviluppata da chi ha interessi nel mantenere in vita specifiche criptovalute, similmente a sistemi economici piramidali.
In ogni caso, si tratta di un fenomeno che sta agitando notevolmente il mercato dell’arte. Infine, la produzione d’arte digitale – spesso e purtroppo considerata marginale rispetto alla produzione artistica tradizionale – beneficia certamente di una maggiore visibilità anche per via di questo fenomeno e del suo successo popolare.

Boris Magrini, storico dell’arte e curatore alla HEK (House of Electronic Arts). mail@borismagrini.com

Künstler/innen
Andreas Gysin
Autor/innen
Boris Magrini

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