Metallizdat — All You Need Is Love

Alessandro Ligato · Metallizdat, 2018

Alessandro Ligato · Metallizdat, 2018

Alessandro Ligato · Metallizdat, 2018

Alessandro Ligato · Metallizdat, 2018

Fokus

A Bellinzona, lo spazio espositivo temporaneo Aganera, curato da Sacha Di Poi e Nico Fibbioli, presenta ‹Metallizdat› un’esposizione di Alessandro Ligato e Christian Tarabini, che interroga la fisicità del suono attraverso la ritualità del pogo e dei concerti Metal. 

Metallizdat — All You Need Is Love

La leggenda vuole che sia stato Sid Viciuos, agli albori del Punk – impedito nei movimenti da un poncho di pelle che gli permetteva solo di saltellare su e giù – ad inventare il pogo, rituale e danza simbolo, che a partire dagli anni settanta avrebbe attraversato diverse sub-culture più o meno underground. Questa genealogia piuttosto improbabile è parte di una mitologia che contribuisce a fare del pogo un oggetto culturale particolarmente interessante ed è nella sua declinazione Metal e post--sovietica che si presenta nello spazio espositivo Aganera. Alessandro Ligato e Christian Tarabini, che collaborano qui per la prima volta, indagano il mondo sommerso della cultura Metal durante l’ultima fase dell’Unione Sovietica. È una strana storia d’amore e contaminazione quella tra la ritualità orgiastica tipica del pogo e l’arte contemporanea; pensiamo ad esempio alla presenza degli Agnostic Front e dei Murphy’s Law nel video ‹Cremaster 3› di Matthew Barney, dove le due band suonano mentre i rispettivi fan si affrontano in un pogo negli spazi del Guggenheim Museum di New York. Oppure, all’opera di Nico Vascellari, che fonde pratica artistica e concerti svolti negli spazi espositivi, definendo queste performance – incontri di corpi che pogando si scontrano e si contraggono – delle «sculture» come il ‹Gruppo del Laocoonte› oppure la ‹Battaglia dei Centauri› di Michelangelo Buonarroti. Ecco allora che il più grande evento Metal della storia – l’edizione di Monster of Rock svoltasi a Mosca nel 1991, pochi anni dopo la caduta del muro di Berlino, dove si esibirono tra gli altri AC/DC, Metallica e Pantera – si presenta quindi e soprattutto come una delle più grandi performance della storia. Un milione e mezzo di corpi che si scontrano e si fondono a ritmo di una musica che fino a pochi anni prima in Russia circolava principalmente attraverso i magnitizdat, audio-cassette di contrabbando doppiate e distribuite sul mercato nero. Tra questi due poli, il mercato sommerso dei magnitizdat prima e l’esplosione del concerto di Mosca dopo, si sviluppa il tema dell’esposizione-installazione Metallizdat. Alessandro Ligato e Christian Tarabini, lavorando rispettivamente sull’immagine e sul suono, aggrediscono lo spazio e la storia. Le immagini dei corpi, complice l’estetica Lo-fi e i perturbanti interventi audio, diventano un’unica enorme massa, quasi un disperato desiderio di fusione, il quale ci ricorda che, in conclusione, all you need is love, anche per i metallari.

Regaida Comensoli, storica dell’arte e curatrice indipendente, regaida@hotmail.com

‹Metallizdat›, Aganera, Bellinzona, 27.10.–25.11.2018

Autor/innen
Regaida Comensoli

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