FormContent - un formato agile

Davide Cascio · EN Quasi Bridge, 2008, Installation view at FormContent, London. Photo: Alexandre Zveiger

Davide Cascio · EN Quasi Bridge, 2008, Installation view at FormContent, London. Photo: Alexandre Zveiger

Fokus

Se il continuo brulicare di spazi espostivi costituisce da un lato una delle premesse fondamentali per conferire ad una città un panorama artistico vibrante, dall'altro rischia di generare un processo di ipertrofia. Diventa quindi ancora più notevole l'impresa di FormContent, uno spazio londinese che in meno di due anni si è già ritagliato un ruolo importante.

FormContent - un formato agile

In occasione di una conferenza tenutasi a Faenza lo scorso maggio, Vasif Kortun ha individuato tra le cause della crisi che affligge il sistema dell'arte il crescente sovraffollamento di artisti e curatori. È una dichiarazione che sembra manifestare più il timore di un'invasione di territorio che la reale preoccupazione per una carenza di strutture, ma anche sorvolando sulle implicazioni più scomode del pensiero del direttore di Platform Garanti, indubbiamente il problema per certi versi esiste. Negli ultimi anni infatti, parallelamente alla pluridecennale istruzione professionale per artisti se ne è consolidata una per curatori, e se situazioni come DeAppel ad Amsterdam o Le Magasin a Grenoble si sono affermate come scuole in grado di garantire un futuro ai propri studenti, oggi, a dieci anni di distanza, la frequentazione di tali corsi oggi rischia di dover fare i conti con uno scenario decisamente inflazionato. È in parte per questo, e in parte per il desiderio di sperimentare all'interno di un formato agile e in qualche modo svincolato dalle regole che imbrigliano musei e gallerie, che nel maggio del 2007 è nato FormContent. L'operazione è stata concepita da tre studenti del master per curatori al Goldsmith Art College, Francesco Pedraglio, Caterina Riva e Pieternel Vermoortel, i quali hanno fatto della comunione delle proprie singole esperienze il loro punto di forza, introducendo artisti già affermati in Europa ma non a Londra come Sven Augustijnen, Davide Cascio e Patrizio Di Massimo, o presentando emergenti locali come Jamie George e Robin Kirsten.
Superati con successo ostacoli come la prova d'esordio e la costruzione di un'identità, è subentrata una filosofia espositiva più libera, che si è tradotta nella partecipazione ad eventi di taglio trasversale come la Zoo Art Fair o Publish and Be Damned, una fiera editoriale indipendente in cui è stata presentata «Rehearsing Realitites», una mostra su carta realizzata con l'ausilio di diversi artisti e curatori. L'avvicendamento di ruoli sembra essere infatti uno dei temi preferiti di FormContent, come testimoniano anche la recente mostra in due parti curata da Athanasios Argianas o l'attuale architettura «bibliotecaria» pensata da Luca Frei destinata ad ospitare una mostra che cerca di interpretare la nascita e lo sviluppo di un archivio temporaneo dell'immagine. Inizialmente collocato in un suggestivo spazio sotto un ponte ferroviario, oggi FormContent si trova in una sede più convenzionale ma che mantiene comunque intatto lo spirito iniziale di confrontarsi con originalità con una realtà articolata e contraddittoria come quella dell'East End londinese.

Michele Robecchi lavora come critico e curatore a Londra. Ha diretto la rivista «Contemporary» (2005-2007) e attualmente segue le pubblicazioni per la Phaidon Press.

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