Conversation with the body - Corpo e anima

Links: Lior Herchkovitz · Keren II, 2017, fotografia a colori su carta Rechts: Lior Herchkovitz · Embedded Memory (Landscape I), 2017, fotografia a colori su carta

Links: Lior Herchkovitz · Keren II, 2017, fotografia a colori su carta Rechts: Lior Herchkovitz · Embedded Memory (Landscape I), 2017, fotografia a colori su carta

Fokus

Il MACT/CACT propone una mostra che considera il corpo ol­tre la sua materialità e mette in evidenza l'uomo che lo abita. Accostando artisti di generazioni diverse e che presentano una grande varietà di approcci e mezzi espressivi, il risultato è un insieme volontariamente eterogeneo.

Conversation with the body - Corpo e anima

Malgrado il dibattito sul corpo e le sue rappresentazioni animi già da decenni le ricerche in scienze umane e sociali, esso resta tuttora d›estrema attualità e d'indubbio interesse. L'idea che ogni corpo racchiude un individuo, con tutta la complessità della propria identità e delle sue emozioni, si è vie più fatta strada all›interno di questo dibattito. È giustamente attorno allo stretto rapporto tra corpo e identità, corpo e spirito che si sviluppa l'esposizione al MACT/CACT.
Attraverso opere di artisti internazionalmente riconosciuti, ma anche locali, oppure nuove produzioni di creatori emergenti, il corpo è esplorato nelle sue numerose sfaccettature. Il corpo sensuale e sessuale, sociale, politico, il corpo che subisce le prove del tempo o della malattia, il corpo geografico e le sue radici. Partendo dal presupposto che la tendenza attuale sia di giudicare il corpo piuttosto per la sua apparenza che per la sua ricchezza spirituale, l'intento è di considerarlo maggiormente come incarnazione dello spirito. Adottando questa prospettiva emerge un'altra riflessione centrale della mostra, ossia l'idea che il corpo, entità intrinsecamente legata alla realtà materiale, non ci appartenga veramente, al contrario dello spirito. Il corpo è così anche percepito come luogo dell'impeto, delle passioni e, a volte, persino della violenza. Ogni artista selezionato ha espresso in modo personale queste tensio­ni, che conferiscono al corpo il suo valore performativo. Il giovane artista israeliano Lior Herchkovitz presenta per esempio una nuova produzione fotografica che mostra una giovane donna appena abbandonata dal fidanzato in preda alle proprie emozioni. A questo ritratto è accostata un'altra fotografia dell'artista in cui appare una duna del deserto israeliano, rifugio prediletto della popolazione locale per ritrovare la dimensione spirituale della propria esistenza materiale.
Se la tematica del corpo ritorna regolarmente nella programmazione del MACT/CACT, la novità di questa mostra risiede nella sua volontà d'intrattenere, come il suo titolo lo suggerisce, un dialogo aperto con il corpo e non di proporre un vero e proprio discorso su di esso. L'intento è di dar vita a un dialogo tra i corpi e gli individui rappresentati e lo spettatore e il suo corpo, ma anche a un dialogo tra le opere esposte e i loro protagonisti. Il curatore Mario Casanova ha coscientemente riunito degli artisti e dei lavori apparentemente slegati tra loro, ma che, giustapposti, lasciano in realtà emergere una varietà di rimandi.
Laura Giudici, storica dell'arte, vive e lavora a Ginevra. lauragiudicig@gmail.com

Bis 
27.05.2018

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