Agenzia X / Moicana — Mappature controculturali

Anonimo, Paria N. 7, 1971

Anonimo, Paria N. 7, 1971

Fokus

Lo scorso novembre è stata presentata a Milano ­l’installazione ‹L’edicola che non c’è›, a cura di Moicana (Centro studi ­sulle ­controculture) e Agenzia X. Un progetto che unisce ricerca e controcultura e che prosegue con l’inaugurazione di un archivio ­dedicato alla stampa underground. 

Agenzia X / Moicana — Mappature controculturali

Il progetto ‹L’edicola che non c’è› nasce dall’incontro tra attivisti di diverse generazioni dell’area milanese e da un gruppo di giovani studiosi e ricercatori della statale di Milano. Lo scopo è rendere fruibili diversi materiali, prodotti dal 1966 ad oggi, legati al composito universo delle culture alternative. Tra le riviste storiche sono da menzionare Mondo Beat e Pianeta Fresco, quest’ultima fondata da Fernanda Pivano e Ettore Sottsass e dal direttore irresponsabile (sic) Allen Ginsberg; ma anche Re Nudo, Paria, FAME, Decoder per arrivare fino alle pubblicazioni più recenti come L’antitempo. Non è un caso quindi che l’edicola sia stata allestita nella Galleria degli Artigiani della metropolitana milanese dove, nel 1966, nacque la redazione di Mondo Beat, la prima rivista underground italiana. Se da un lato assistiamo alla progressiva scomparsa delle edicole, dall’altro fioriscono da ormai più di un decennio pubblicazioni indipendenti e fanzine. È quindi fortemente simbolica la scelta di allestire non solo un’esposizione ma un’edicola, uno spazio di incontro dove poter temporaneamente consultare le storiche riviste underground. L’esposizione temporanea è in realtà solo la prima parte di un progetto che comprende anche un lavoro di digitalizzazione delle pubblicazioni e l’apertura nella sede di Agenzia X, storica casa editrice indipendente milanese che pubblica libri al confine tra narrativa e saggistica, di un archivio dove confluirà una parte dei materiali esposti durante l’intervento installativo. Queste tre tappe del progetto – l’installazione nello spazio pubblico, l’apertura di un archivio e la digitalizzazione delle riviste – sono manifestazioni di alcuni dei principi fondamentali che accomunano le culture underground. Ad esempio, la digitalizzazione e la fruizione gratuita sono un’estensione della filosofia anti-copyright che sta alla base delle pubblicazioni controculturali come riviste e fanzine. Riflettere di nuovo su questo periodo particolarmente fertile per le pubblicazioni indipendenti e underground diventa una necessità in un periodo postinternet, dove le istanze più commerciali e corporative che animano la rete sembrerebbero aver definitivamente prevalso sullo spirito più libertario e rivoluzionario. Quindi, il periodo delle pubblicazioni fisiche diventa simbolo di una sorta di età dell’oro, non ancora corrotta e portatrice di quei valori, presenti d’altronde anche nei primi anni della rete, senza averne le insanabili contraddizioni della contemporaneità.

Regaida Comensoli storica dell’arte e curatrice indipendente. regaida.comensoli@gmail.com

→ ‹Archivio della Stampa Underground›, Agenzia X, Milano, apertura 20.3.
www.agenziax.it

Autor/innen
Regaida Comensoli

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