Bodies, Körper, Corps, Corpi - La 3aBiennale di Art Brut

Giovanni Galli - Paperella, 2002, penna a sfera e matita colorata su carta, 70 x 50 cm, Courtesy ­Collection de l'Art Brut, Lausanne. Photo : Claudine Garcia,

Giovanni Galli - Paperella, 2002, penna a sfera e matita colorata su carta, 70 x 50 cm, Courtesy ­Collection de l'Art Brut, Lausanne. Photo : Claudine Garcia,

Fokus

Alla Collection de l'Art Brut di Losanna va in scena una ­mostra tematica incentrata sul corpo e la sua rappresentazione. ­Un'esposizione curata da Gustavo Giacosa, noto per aver organizzato la mostra ‹Banditi dell'arte› presso la Halle Saint-Pierre di Parigi nel 2012.

Bodies, Körper, Corps, Corpi - La 3aBiennale di Art Brut

A metà settembre scorso è stata inaugurata la terza edizione della biennale di Art Brut presso la Collection de l'Art Brut di Losanna. La serie nasce con lo scopo di analizzare, attraverso le opere della collezione, temi tipici del genere. Le precedenti edizioni ne hanno esplorati due particolari: l'architettura e i wmezzi di trasporto. Quest'anno la scelta è ricaduta nella tradizione, portando une sguardo sul corpo e le sue diverse dimensioni d'interpretazione. Il corpo, infatti, non solo rappresenta lo spazio della scoperta della sessualità, ma anche della materialità del proprio io e del confronto con gli altri (sovrumano compreso). È uno scontro con la realtà che per alcuni artisti si esprime in simboli legati alla solitudine, in una «mappatura del corpo» o nella sua divinizzazione. Un'istituzione dovrebbe riuscire a scovare questi significati, invece la mostra è suddivisa in otto gruppi che sfiorano solamente l'epidermide del soggetto.
Giovanni Galli è valorizzato nella sezione ‹Mirrors›, quella che affronta la dimensione sessuale del corpo. L'artista italiano usa il corpo femminile e il disegno per soddisfare la sua fantasia: osservare di nascosto una donna nella sua intimità. Molto spesso gli artisti outsider non rappresentano contemporaneamente il femminile e il maschile. Galli invece li fa coesistere, sublimando il maschile in simboli di forza e potenza, come dei missili. A Friedrich Schröder-Sonnenstern non viene resa giustizia: intrappolato in uno spazio in cui il visitatore non ha piena visuale, le sue creature potrebbero giocare con il suo sguardo, mentre avvicinandosi alle opere scoprirebbe qualcosa di inquietante e malinconico, invece rimane confinato in un angolo. Sylvain Lecocq, nella sezione ‹Metamorphose›, potrebbe essere confrontato con Katharina, qualche metro più in là in ‹Body-machine›, poiché alludono entrambi al ruolo del corpo come macchina e mappa, che dà senso di ordine e significazione all'io. Helga ­Goetze, esalta la divinità del corpo: la sacralità della creazione.
La Collection ha una grande responsabilità, innegabile, nei confronti della storia legata al suo fondatore, Jean Dubuffet. Questa eredità costringe a rimanere nel segno della tradizione, riflesso nella scelta di una biennale e dell'argomento, ma allo stesso tempo diventa un'ancora. Accorgimenti curatoriali, avrebbero potuto dare risalto e gettare una nuova luce sulla collezione e sull'argomento di questa biennale, che lascia il visitatore con la voglia di vedere, capire, meglio e di più.
Giulia Ficco è curatrice specializzata in Art Brut/Outsider Art e sulla storia della sua curatela. info@raum9.ch

Bis 
29.04.2018
Ausstellungen/Newsticker Datumaufsteigend sortieren Typ Ort Land
3. Biennale de l'Art Brut 17.11.201729.04.2018 Grossausstellung/Festival Lausanne
Schweiz
CH
Autor/innen
Giulia Ficco

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