Museo MAXXI - Un simposio work in progress

Zaha Hadid · L'interno del museo ancora in costruzione

Zaha Hadid · L'interno del museo ancora in costruzione

Zaha Hadid · Veduta esterna del Museo MAXXI di Roma

Zaha Hadid · Veduta esterna del Museo MAXXI di Roma

Fokus

Il simposio «Le funzioni del museo: arte, esposizioni e pubblico nella contemporaneità», svoltosi a Roma in Aprile, fa parte di una serie di appuntamenti che il MAXXI sta organizzando in vista dell'apertura prevista per il 2010 della sua nuova sede disegnata dall'archistar Zaha Hadid.

Museo MAXXI - Un simposio work in progress

Esplorazioni teoriche e sperimentazioni materiali si sviluppano in parallelo. Mentre dal cantiere del nuovo Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo stanno sorgendo i sinuosi volumi disegnati dalla progettista irachena, artisti come D.Buren e J.Durham, il critico J.Welchman e il filosofo B.Groys sono stati chiamati a raccolta dal curatore del simposio Stefano Chiodi e dalla direttrice Anna Mattirolo, per riflettere sul tema dello spazio museale come luogo in cui la creazione artistica si intreccia alle dinamiche culturali e sociali della contemporaneità.
Non è una coincidenza che le due giornate romane di discussione costituiscano il terzo di tre importanti consessi internazionali sul tema del museo che hanno avuto luogo dall'estate 2008 sino ad oggi. Sviscerando le contraddizioni e le potenzialità di questa macchina, artisti e critici sembrano aprire una riflessione più estesa e sostanziale non solo sulla situazione dell'arte in un momento di crisi, ma più in generale su come porre mano ad un processo di ri-definizione delle istituzioni culturali la cui natura sembra «biologicamente» giunta ad un punto critico, alla luce dell'espansione globale dei mercati e delle nuove dinamiche economiche. Se a Londra R.Koolhaas si è occupato del fenomeno del «Museum Franchise» e il NewMuseum si interroga sul ruolo dell'istituzione come generatrice di spazio pubblico, a Roma il dibattito muove dall'esperienza «dell'International Critique», il movimento che a partire dalla fine degli anni sessanta ha stimolato, come riporta Stefano Chiodi, «una rilettura radicale della relazione tra artista, opera, spettatore e spazio, puntando a rendere visibili, e quindi contestabili, le loro regole implicite».
Trascorsi alcuni decenni da quella stagione, oggi, al tramonto del «museum boom» inaugurato dalla costruzione del Centre Pompidou nel 1977, Welchman e con lui Durham sottolineano la necessità di de-feticizzare l'istituzione museale e di non perdere di vista il valore sociale di un luogo spesso definito il tempio laico della città. «Vorrei che il pubblico potesse vedere gli artisti, discutere e partecipare con noi al dibattito dell'arte» propone Durham.
Il MAXXI, prima istituzione nazionale dedicata alla creazione contemporanea, si presenta come un contenitore multiforme in grado di archiviare memoria e contemporaneamente allestire esperimenti. In un'architettura i cui spazi sono stati concepiti quasi per risucchiare la città al proprio interno, è evidente come il museo romano si ponga l'obiettivo di essere un motore in grado di raccogliere, ridistribuire e «inaugurare» come dice B.Groys, il presente.

Francesco Garutti è critico d'arte e architetto.

Autor/innen
Francesco Garutti

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