Salvatore Vitale — Il presente come aeroporto

Decompressed Prism, 2022, Fondazione Modena Arti Visive. Photo: Rolando Paolo Guerzoni

Decompressed Prism, 2022, Fondazione Modena Arti Visive. Photo: Rolando Paolo Guerzoni

Fokus

Alla Fondazione Modena Arti Visive, Salvatore Vitale realizza un’installazione in cui si intrecciano e si sovrappongono riflessioni sull’essere osservati e sull’osservare, sulla nostra vita post-­pandemica e la digitalizzazione della società. Utopia di fluidità di movimenti e stato, oppure distopia di sorveglianza? 

Salvatore Vitale — Il presente come aeroporto

Nei 500 metri quadri della sala espositiva di Palazzo Santa Margherita, sede della Fondazione Modena Arti Visive, si vive un curioso straniamento. Ci ritroviamo in una luogo che sembra un hangar in cui pareti e pavimento sono interamente dipinti di verde. Nella zona più buia: una proiezione e un secondo monitor inserito per metà in una gabbia, mentre nel graduale passaggio tra la penombra e la luce vediamo al suolo strane strutture metalliche e, sulla parete opposta, un muro di visualizzazione di dati e un tavolo con libri di riferimento. Innalzato come un perno tra i due estremi della sala – il buio della zona video e la luce bianca del muro informativo, uno strano totem di pannelli in plexiglas incisi al laser.
Su invito di Chiara dell’Olio, l’artista siciliano di base in Svizzera Salvatore Vitale ha allestito il suo ultimo progetto, ‹Decompressed Prism›, 2022, secondo i principi di un non-luogo che è simultaneamente il sito di sorveglianza per eccellenza: l’aeroporto. Nell’installazione ritroviamo infatti riferimenti e metafore a elementi quali l’attesa, la tensione tra l’osservare e l’essere osservati, giochi di trasparenze e opacità, griglie come gabbie e allegoriche mappature. La mostra e l’installazione portano il titolo del nuovo lavoro di Vitale, una doppia proiezione in cui da un lato viene presentato un video-essay suddiviso in quattro movimenti – Boarding (decollo), Autopilot (autopilota), Inflight mode (modalità aereo) e Landing (atterraggio) – mentre dall’altro un avatar digitale senza genere si rivolge al pubblico interrogandolo sulla propria relazione con il digitale e lo sdoppiamento delle nostre vite off- e on-line. Alle quattro sezioni del film corrispondono i quattro simboli incisi nel plexiglas della scultura. L’enigmatico oggetto concentra in sé i paradossi contemporanei delle società post-pandemiche legati a vicinanza, accessibilità e controllo.
Poiché nel non-luogo così definito da Marc Augé, tutte le capacità di movimento sono pre-definite, ‹Decompressed Prism› ci pone di fronte a una condizione in cui è impossibile capire cosa si nasconde tra due chiari input e output. Ci troviamo forse in una prigione dai muri invisibili in cui siamo spogliati da qualsiasi possibilità di capacità di azione indipendente? Salvatore Vitale riflette e ci invita a pensare a un oggi in cui a tutti i tempi e spazi che abitiamo si sovrappone la trama strutturale dell’aeroporto, in cui fluidamente passiamo tra reale e digitale restando però nell’impossibilità di addentrarci oltre la freddezza inquietante di interfacce user-friendly.

Storica dell’arte, Elisa Rusca è conservatrice al Musée international de la Croix-Rouge et du Croissant-­Rouge di Ginevra
→ ‹Salvatore Vitale – Decompressed Prism›, a cura di Chiara Dall’Olio, fino al 5.6., Fondazione Modena Arti Visive ↗ www.fmav.org

Bis 
05.06.2022

Decompressed Prism, 2022, Fondazione Modena Arti Visive. Photo: Rolando Paolo Guerzoni

Ausstellungen/Newsticker Datum Typ Ort Land
Salvatore Vitale — Decompressed Prism 04.03.202205.06.2022 Ausstellung Modena
Italien
IT
Autor/innen
Elisa Rusca
Künstler/innen
Salvatore Vitale

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