«Cahiers d´artistes» editi da Pro Helvetia

Thomas Galler · Arnie & Ivan, 2004, videoinstallazione a due canali, loop, letto a castello, videofootage The Trouble with Harry, Alfred Hitchcock, USA, 1955, e Iwanowo detstwo, Andrej Tarkowski, SU, 1962

Thomas Galler · Arnie & Ivan, 2004, videoinstallazione a due canali, loop, letto a castello, videofootage The Trouble with Harry, Alfred Hitchcock, USA, 1955, e Iwanowo detstwo, Andrej Tarkowski, SU, 1962

Barbara Mühlefluh · Game over, 2003-04, 580 elementi, pavatex, dimensioni variabili

Barbara Mühlefluh · Game over, 2003-04, 580 elementi, pavatex, dimensioni variabili

Fokus

L´iniziativa organizzata in collaborazione con il Museo Cantonale d´Arte di Lugano rappresenta un´occasione inedita per far conoscere meglio i «Cahiers», questo importante mezzo divulgativo per la giovane creazione elvetica.

«Cahiers d´artistes» editi da Pro Helvetia

L´allestimento di un´esposizione collettiva curata dalla responsabile artistica del museo (Bettina Della Casa) mira essenzialmente ad un doppio obiettivo. L´idea è quella di intessere un legame d´interazione con i promotori dell´iniziativa editoriale, rendendo esplicita la necessità di estendere alle nostre latitudini uno spirito di apertura sul quale molto punta la fondazione svizzera per la cultura. Così facendo si evidenziano le interessanti possibilità di scambio e alcune nuove vie percorribili che in queste occasioni - ed in altre ancora tutte da percorrere - si vengono ad aprire.

Per Rudolf Velhagen, responsabile di Pro Helvetia per le arti visive, è sempre importante trovare occasioni per presentare i «Cahiers». Non potendo essere considerati dei libri, né dei cataloghi rispondenti a progetti espositivi o di sorta, ma essendo invece dei veri e propri strumenti professionali (una sorta di ricco portfolio), i quaderni di Pro Helvetia devono farsi conoscere e soprattutto riconoscere per quello che sono.

Gli artisti sono scelti biennio per biennio attraverso l´assidua consultazione di una moltitudine di rappresentanti della cultura provenienti da ogni parte della Svizzera. Il primo campione di creativi viene quindi contattato ed invitato a presentare il proprio lavoro. Una giuria composta dal grafico incaricato della composizione del quaderno, da membri del consiglio di fondazione e del segretariato di Pro Helvetia e da altri esperti esterni chiamati a partecipare selezionerà in seguito otto artisti e due coreografi ai quali verrà concessa l´opportunità progettare il proprio personale «dossier».

In quanto «strumento professionale», i «Cahiers d´artistes» dimostrano e confermano un´efficacia comunicativa e stilistica di tutto rispetto. Un particolare apprezzamento va rivolto all´uso intelligente che alcuni artisti hanno fatto di questo pregiato mezzo divulgativo. In particolare penso a Shahryar Nashat e a Fabric|ch, che più di altri si sono dati la pena di conferire una forma originale e pertinente alle caratteristiche di formato che i «Cahiers» offrono ed impongono. Se l´artista di origini iraniane ha ridotto al minimo lo spazio dedicato alla critica relegandolo alla copertina e alle prime pagine per poi sviluppare un delicato «testo» composto da immagini in sequenza e a tutta pagina; Fabric|ch ne ha fatto la sede per la terza tappa di un futuristico lavoro in progress tutto immerso nell´uso dei nuovi linguaggi celebrati dalle tecnologie contemporanee.

«Dalla pagina allo spazi» è il nome, forse un po´ privo di malizia, dell´esposizione organizzata dal Museo di Lugano, in mostra sono presentate nuove opere liberamente scelte dai sedici artisti che hanno preso parte al progetto editoriale dal 2000 ad oggi: Valentin Carron, Fabric|ch, Thomas Galler, Hervé Graumann, J&W Management Consulting, San Keller, Barbara Mühlefluh, Shahryar Nashat, Natalie Novarina & Marcel Croubalian, Didier Rittener, Hans Stalder, Eric Schumacher, Christine Streuli, Robert Suermondt, Alexia Walther, Markus Wetzel. In un´apposita sala sono inoltre visionabili i lavori video-registrati di Fabienne Berger, Foofwa d´Imobilité, Anna Huber, Gilles Jobin, facenti capo alla parte del progetto editoriale legata alla danza contemporanea (due numeri su dieci pubblicati ogni anno).

Sono diversi i lavori degni di particolare interesse, più d´uno è stato concepito appositamente per lo spazio e in alcuni casi con risultati assai positivi. Penso in particolare ai lavori di Alexia Walther, di Thomas Galler, di Robert Suermondt, di Shahryar Nashat e di Fabric|ch; per lo più inediti, tutti ugualmente intensi e capaci di inserirsi nei non facili spazi del museo.

Ciò che rischia di far vacillare un po´ l´operazione espositiva e la sua ragion d´essere è invece la mancanza di un preciso volere curatoriale. Evidentemente la neutralità del tema non può che portare l´insieme ad un risultato appiattito e questo è un problema frequente ed inevitabile di questo tipo di manifestazioni. Si potrebbe però legittimamente sospettare che quest´attitudine alla neutralità sia ancora un problema, o un mito che il Ticino delle istituzioni fatica a sfatare. Lo spettatore attento rischia di risentire del clima vagamente sommesso, di una mancanza d´adeguatezza ai linguaggi del contemporaneo, che traspare qua e là da una carenza di strutture adeguate e di una continuità che lo stesso visitatore necessita.

Ciò detto rimane comunque l´impressione che alcuni passi in più siano stati compiuti, che cominci ad intravedersi una nuova possibile rete di interconnessioni e collaborazioni tra le strutture già esistenti, quelle emergenti e quelle esterne come Pro Helvetia fino ad ora meno presenti sul territorio. Basti pensare ad un episodio del tutto recente (28.5.2004): alla Fabbrica, centro culturale di Losone, sono stati presentati i nuovi lavori dei giovani artisti ticinesi premiati l´anno scorso in seguito alla prima edizione del concorso dedicato alla giovane scena della Svizzera italiana, patrocinata dal «Percento Culturale Migros» e dal Museo Cantonale d´Arte. In questa occasione si è realizzato, forse per la prima volta in Ticino un tessuto di sinergie raramente percepibile alle nostre latitudini.

Ricordiamo infine che questa seconda tappa della presentazione dei «Cahiers», durante il prossimo autunno, verrà riproposta al CAMeC di La Spezia. Il Centro d´Arte Moderna e Contemporanea Ligure, in collaborazione con Pro Helvetia e in occasione della sua apertura già presentava un´importante esposizione retrospettiva: «Tinguely e Munari, opere in azione», ad aprire un inedito capitolo di collaborazioni italo-svizzere.

Ci accontenteremo quindi di augurarci che gli sviluppi futuri aperti in potenza da questa piccola serie d´occasioni siano d´ispirazione per altre iniziative. Restiamo in fiduciosa attesa che qualcosa cambi, anche in Ticino e che si cominci a parlare apertamente di un progetto serio e chiaro di struttura per l´arte contemporanea.

Pour nos lecteurs francophones: Les Cahiers d'artistesC'est en 1997 que Pro Helvetia lançait le projet - pour une période d'essai de trois ans - de la Collection des «Cahiers d'artistes». Destinés à soutenir les jeunes créateurs, «artistes professionnels des domaines des arts visuels et de la danse qui ne possèdent pas encore de publication professionnelle sur leur travail», ces «Cahiers» sont conçus en étroite collaboration avec l'artiste qui choisit le(s) auteur(s) et participe activement au projet éditorial.Vingt-deux Cahiers ont été publiés entre 1997-1999: les vingt-quatre plasticiens et les trois compagnies de danse ayant bénéficié de ces publications ont été rassemblés dans une exposition au Centre PasquArt, à Bienne en 2001.Plébiscitée par les artistes, l'expérience s'est poursuivie avec deux nouvelles séries de dix Cahiers chacune (en 2000-2001 et en 2002-2003) : les seize artistes plasticiens et les quatre compagnies de danse concernés exposent cet été au Musée cantonal d'art de Lugano. Même si, en tant qu'exposition, un tel regroupement d'artistes produit toujours quelques insatisfactions, il permet néanmoins d'approcher directement la jeune création. On ne peut donc que saluer une telle initiative qui permet aussi de faire connaître ces Cahiers d'artistes. Car leur diffusion, en phase avec le but même de Pro Helvetia, ne se fait qu'à l'extérieur de la Suisse. Et, à moins de connaître les artistes qui en bénéficient, il est vraiment rare d'en trouver un. Il est tout de même regrettable que Pro Helvetia communique si peu sur ces Cahiers et sur l'exposition: en visitant le site de Pro Helvetia, je n'ai pas trouvé trace de l'exposition à Lugano et le dernier communiqué de presse concernant les Cahiers date du 1er juin 2001.Françoise Ninghetto

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