Patrizia Pfenninger — Per un’arte di valore

Patrizia Pfenninger · Moka di Caffè, 2019, polvere di caffè e collante, 132 x 80 x 125 mm

Patrizia Pfenninger · Moka di Caffè, 2019, polvere di caffè e collante, 132 x 80 x 125 mm

Fokus

La mostra alla Fondazione Museo Mecrì, curata da Valeria ­Manossa e Diego Stephani, ci fa scoprire l’universo di un’artista risolutamente pluridisciplinare. Ricettiva a una moltitudine di contaminazioni, crea delle opere a nostra misura, che ci suggeriscono come essere-del-mondo. 

Patrizia Pfenninger — Per un’arte di valore

‹In direzione ostinata e contraria› è un mantra che si ripete nel lavoro e nella vita di Patrizia Pfenninger. Fedele alle proprie convinzioni, l’aderenza alla realtà è un suo principio guida, tanto quanto la necessità di proporre uno sguardo diverso sulla società. Da qui l’importanza di ritrovare una dimensione a scala reale, per ristabilire un confronto diretto con il mondo e poterlo guardare da nuove prospettive. Forti di una pratica che coniuga comunicazione ed espressione artistica, le creazioni di ­Pfenninger fanno uso di un linguaggio diretto e di grande impatto. La mostra si articola su tre livelli e indaga altrettanti temi: il valore, l’identità e l’attualità. A pianterreno si trovano delle piccole sculture tipografiche realizzate con delle banconote. L’accostamento tra l’origine delle valute e la parola creata genera un messaggio in armonia o in contrasto con l’identità della nazione rappresentata. La scrittura diventa così metafora del mondo, va oltre il significato puro per incontrare la forza del senso e invitare a riflettere sui valori che definiscono la nostra società. E proprio la società capitalista è messa in scena nel paesaggio post-apocalittico al primo piano. Disseminate su un terreno sabbioso, delle riproduzioni in cemento bianco di beni di consumo quotidiano. Privati della loro carica pubblicitaria ed emozionale, diventano dei reperti che testimonierebbero del nostro modo di vita in un futuro lontano. Come afferma l’artista, l’installazione presenta una ‹radiografia della nostra società› e rivela quanto gli oggetti che ci circondano descrivano la nostra identità e quanto le nostre scelte di consumatori contino. Il tema della scelta ritorna al secondo piano, dove ci accoglie la parola ‹indifferenza›. Una freccia ci porta poi verso la parola ‹coinvolgimento› e, se scegliamo di seguire questa via, ci confrontiamo con ‹TsuMani›. Questo il titolo che annuncia la forza travolgente dell’onda scultorea che si sta per infrangere su di noi. È un’onda anomala però, di braccia e mani grigie, dalla quale possiamo tentare di fuggire oppure lasciarci trasportare, tendendo le nostre mani per diventare più forti insieme. L’appello all’unione lanciato da queste mani mi fa pensare al suggerimento di Donna Haraway di trasformare l’essere-nel-mondo in un essere-del-mondo. La filosofa ci ricorda che non siamo semplici abitanti della Terra, ma suo frammento e che la via per una coabitazione armoniosa è creare legami autentici con i nostri pari e tutti gli altri suoi frammenti.

Laura Giudici, storica dell’arte e curatrice, vive e lavora a Berna. lauragiudicig@gmail.com

Bis 
26.07.2020
Ausstellungen/Newsticker Datumaufsteigend sortieren Typ Ort Land
Patrizia Pfenninger 03.03.202026.07.2020 Ausstellung Minusio
Schweiz
CH
Autor/innen
Laura Giudici
Künstler/innen
Patrizia Pfenninger

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