Artissima Unplugged — Le fiere d’arte ai tempi della pandemia

Nina Haab · Missive N.3, 2017, grafite su legno, 99 x 114 x 6,3 cm, courtesy dell’artista e Galeria Szydlowski. Foto: Nina Haab

Nina Haab · Missive N.3, 2017, grafite su legno, 99 x 114 x 6,3 cm, courtesy dell’artista e Galeria Szydlowski. Foto: Nina Haab

Fokus

Nina Haab esposta alla GAM di Torino: dribblando il divieto di ­fiere internazionali in Italia a causa delle misure per il contenimento della pandemia, a novembre apre ‹Artissima Unplugged›, proposta innovativa che si articola in una mostra collettiva in tre musei della città.

Artissima Unplugged — Le fiere d’arte ai tempi della pandemia

Tre musei: la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea (GAM), Palazzo Madama Museo Civico d’Arte Antica e il Museo d’Arte Orientale; un centinaio di gallerie; più di 120 artisti. Ecco gli ingredienti di ‹Stasi Frenetica›, mostra collettiva curata da Ilaria Bonacossa, direttrice di Artissima, principale fiera italiana d’arte contemporanea internazionale. Complici le recenti restrizioni per lo svolgimento di grandi eventi attuati da numerosi paesi europei per cercare di arginare i contagi di Covid-19, si è dovuto reinventare il formato di questa 27esima edizione: nasce così ‹Artissima Unplugged›. Il progetto si sviluppa in tre parti: una sala virtuale in cui sono visibili le opere che avrebbero dovuto essere presentate negli stand al Lingotto, la piattaforma XYZ dedicata alle sezioni curate della fiera, e ‹Stasi Frenetica›, esposizione fisica disseminata in tre istituzioni della città. Per questa mostra, Bonacossa ha selezionato delle proposte specifiche di gallerie scelte, proponendo un corpus dedito a illustrare la tensione intrinseca tra la necessità di cambiare i nostri paradigmi per reagire all’attuale crisi, e le sensazioni di inerzia e attesa provocate dai diversi tipi di lockdown. Tra le numerose e forti posizioni storiche e contemporanee presentate alla GAM, c’è anche la ticinese Nina Haab.
La pratica artistica di Haab si snoda multiforme dal disegno all’installazione, dal video alla fotografia. Nell’esposizione torinese è stata inclusa l’opera murale ‹Missive N.3› (2017), eco visivo dell’Arte Povera e delle più recenti ricerche sui materiali d’archivio. L’artefatto è composto dalla testiera di un letto la cui superficie lignea è stata lavorata in due punti. Da una parte c’è un disegno minuzioso a matita, ossia la riproduzione di una fotografia, del found footage che, nell’atto di venir trasferito sul mobile, viene manipolato: le figure umane spariscono, alcuni dettagli si aggiungono. Dall’altra, la frase: «En japonais, le mot kamikaze signifie vent divin», proveniente da una serie di titoli di stampa collezionati dall’artista nel corso del tempo. Non si tratta di una semplice didascalia, bensì di un ulteriore indizio nella costruzione di un ponte simbolico tra i diversi elementi della composizione. Esplorando la sensazione di sospensione temporale e la frammentazione del vissuto attraverso i meccanismi della memoria e l’atto del ricordare, Nina Haab ci mostra le labili frontiere tra il vero e l’immaginato, portandoci in un universo dalle infinite possibilità.

Elisa Rusca è curatrice e dottoranda in Visual Cultures a Goldsmiths, University of London.

Until 
09.01.2021

→ ‹Stasi Frenetica›, GAM-Galleria civica d’arte moderna e ­contemporanea, Torino, 7 novembre 2020 – 9 gennaio 2021  
www.artissima.art/en/artissima-unplugged/

Exhibitions/Newsticker Date Type City Country
Stasi Frenetica 07.11.2020 to 09.01.2021 Exhibition Torino
Italien
IT
Artist(s)
Nina Haab
Author(s)
Elisa Rusca

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