Marta Riniker-Radich ­— Lavorare con lentezza

Untitled (fatica senza fine), 2021, matita colorata e matita su carta, 21 x 29,7 cm

Untitled (fatica senza fine), 2021, matita colorata e matita su carta, 21 x 29,7 cm

Fokus

Marta Riniker-Radich presenta una nuova serie di disegni, colmi di un immaginario surreale e temporalmente rarefatto. L’artista affronta il tema della pressione sociale in rapporto alle con­dizioni di lavoro e le vulnerabilità e paure che ne derivano in una società sempre più competitiva.

Marta Riniker-Radich ­— Lavorare con lentezza

L’unico animale con quattro ginocchia è l’elefante. Questa affermazione è in realtà una leggenda che ancora persiste. La prima volta che ne ho sentito parlare è stato molto tempo fa, in un bar durante il periodo universitario. Ricordo di aver assistito ad un’accesa discussione tra i miei vicini di tavolo e di essere poi stata interpellata sull’argomento. Le ginocchia dell’elefante, più di altre speculazioni forse più brillanti o divertenti, per me sono indissolubilmente legate ad una fase della vita dove avevo tempo di perdere tempo. I lavori esposti da Marta Riniker-Radich mi hanno ricordato per antitesi questo periodo, dove la capitalizzazione del tempo e le pressioni che ne derivano non erano ancora una presenza costante e pervasiva.
Per l’esposizione ‹Patience Will Reward Those Who Lie in Wait›, presentata all’Istituto Svizzero di Milano, Marta Riniker-Radich combina frammenti testuali tratti dal libro ‹White Collar. The American Middle Classes›, pubblicato nel 1951 dal sociologo americano C. Wright Mills, con disegni anatomicamente accurati di ginocchia umane, una delle parti più fragili di tutto il corpo. L’artista non solo si riferisce a una vita lavorativa quotidiana che ci è profondamente familiare, ma riflette al contempo anche sul suo ruolo di artista in un mondo estremamente competitivo. Il libro di C. W. Mills descrive infatti come l’ascesa dei colletti bianchi abbia influenzato anche la professione degli artisti e degli intellettuali. Secondo l’autore le nuove burocrazie sono i datori di lavoro e i maggiori acquirenti della loro produzione. Questa dipendenza finanziaria fa sì che si attui un processo di autocensura e un conseguente appiattimento della produzione culturale. Gli operatori culturali sono chiamati sempre più a creare e diffondere nuovi simboli che sostituiscano le vecchie mitologie e che costruiscano nuove narrazioni. In alcuni disegni possiamo vedere alcune persone, presumibilmente impiegati, sovrastati dalle scritte Driven, Vigorous, o Jaunty, (motivate, vigorose, fiduciose) mentre stanno  facendo una pausa grazie all’Ostrich pillow. L’Ostrich pillow è un oggetto a prima vista simpatico che trasforma le persone in buffe creature che, senza più distinzione tra vita privata e lavoro, possono potenzialmente utilizzare qualsiasi spazio per dormire e di conseguenza per lavorare. Questo morbido cuscino ben si adatta ad essere l’oggetto feticcio dello smart working, come le penne che spuntano dal taschino pronte ad essere utilizzate in qualsiasi momento, soggetto di un’altra serie di disegni, lo erano dei colletti bianchi.

Regaida Comensoli, storica dell’arte e curatrice indipendente. regaida.comensoli@gmail.com

Jusqu'à 
30.10.2021

→ ‹Marta Riniker-Radich – Patience Will Reward Those Who Lie in Wait›, 16.9.–30.10., Istituto Svizzero, Milano ↗ www.istitutosvizzero.it

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