Andrea Gabutti - Frammenti

Senza titolo, 1998, grafite su carta, 76 x 56 cm

Senza titolo, 1998, grafite su carta, 76 x 56 cm

Senza titolo, 2000, dettaglio dell’ istallazione: paraffina, cera e carnauba dimensioni variabili

Senza titolo, 2000, dettaglio dell’ istallazione: paraffina, cera e carnauba dimensioni variabili

Fokus

Figure umane scomposte in frammenti, fiori, animali, teschi: le immagini di Andrea Gabutti scandagliano pulsioni di amore e morte, eros e sessualità, nascita e caducità. Parlano dell’instabilità che informa gli eventi, della provvisorietà che governa le relazioni tra individui. Un orizzonte in cui la faticosa complessità del vivere quotidiano si accompagna a limpidi squarci di lucidità.

Andrea Gabutti - Frammenti

Ticinese di nascita e ginevrino di formazione, Andrea Gabutti presenta una serie di opere recenti presso la Salle Crosnier del Palais de l’Athénés a Ginevra. Seconda personale dell’artista nella sua città d’adozione, l’esposizione si presenta come «variazione sul tema», scarto di senso rispetto alla sua precedente produzione. Gabutti – legato alla carta come supporto ideale su cui registrare diaristicamente il proprio universo interiore – si cimenta per la prima volta in un’installazione ambientale. «Senza titolo», 2000 si compone di una serie di calchi in cera del braccio dell’artista, ordinati/disordinati sul parquet della Salle Crosnier, in corrispondenza del lucernario che sovrasta lo spazio. La cera, materia duttile, propensa ad accogliere mutamenti, si lascia penetrare dalla luce che nè trasforma incessantemente la lettura. Analogamente, nei disegni a grafite su carta, la sovrapposizione delle immagini è esplorata in trasparenza dalla luce. L’artista supera ora i confini del foglio, senza tuttavia rinunciare al carattere di continua trasformazione dell’opera, mai definita univocamente: come gli stessi soggetti ritornano ossessivamente, rinnovati su carte diverse da sottrazioni, aggiunte e ripensamenti, così le forme in cera mutano e si degradano nel tempo. Nell’opera di Gabutti la tecnica si declina parallelamente al soggetto, non sorprende quindi la predilezione per il frammento, la parte che si sostituisce al tutto: il braccio, la gamba, il corpo senza testa, la figura non-finita e mutilata sono icone ricorrenti che affermano la resistenza, se non l’impossibilità a vivere la completezza. Costante è, in questo senso, la necessità di riflessione sul rapporto tra realtà esterna e abissi dell’Io, sfera fisica e sfera emozionale. Rappresentare il corpo significa dare voce alla propria complessità interiore: le due piccole tavole «Senza titolo», 2000 in china su cera recano l’una la scritta «emotion» in rosso, l’altra «respiration» in cera su cera. L’emozione, si sa, altera la respirazione, ma le reazioni umane sono complesse e non immediatamente evidenti?. solo la corretta incidenza della luce sulla cera permetterà di scorgere la parola «respiration».L’esposizione a la Salle Crosnier documenta, tra l’altro, il persistere della pratica di Gabutti di consegnare alla carta, di alterna fragilità o consistenza, frammenti del proprio Io senza nulla tacere. L’impiego della punta d’argento, dal tratto insieme opaco e materico, l’uso dell’acqua per cancellare, anziché della gomma da disegno, sono tutti elementi che concorrono a conservare ogni singolo segno, ogni traccia del processo creativo. Segni e disegni ritraggono la fragilità dei petali di un fiore, la provvisorietà di una scala senza meta, l’inquietudine di una capigliatura senza volto: definiscono un universo dove la ricerca interiore per quanto dolorosa, non si concede mai di mentire, e, al contempo, lo sguardo sul mondo si fa via via più diretto, fino ad essere assunto come necessario.


expositions/newsticker Date Type Ville Pays
Andrea Gabutti 12.10.2000 - 11.11.2000 exposition Genève
Suisse
CH
Auteur(s)
Bettina Della Casa
Artiste(s)
Andrea Gabutti

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