Un fenomeno recente

Dafne Boggeri · Vorrei che il cielo fosse bianco di carta, 2008, Installazione site specific, Careof, Milano

Dafne Boggeri · Vorrei che il cielo fosse bianco di carta, 2008, Installazione site specific, Careof, Milano

Valentin Carron · Luisant de sueur et de briantine, 2008, Viafarini (vecchia sede), a cura di Milovan Farronato

Valentin Carron · Luisant de sueur et de briantine, 2008, Viafarini (vecchia sede), a cura di Milovan Farronato

Fokus

In Italia il fenomeno del no profit è relativamente recente. Solo negli ultimi anni infatti si assiste ad una moltiplicazione degli spazi d'arte indipendenti e questo grazie ad una giovane generazione di critici e curatori che condivide una nuova idea di gestione collettiva delle risorse, preziosa non solo per gli artisti ma anche per il mercato dell'arte.

Un fenomeno recente

Il mondo
del non profit in Italia

Questa nuova prospettiva sembra coincidere con una condizione globale che l'antropologo delle scienze Bruno Latour ha definito «esperimento collettivo». Secondo Latour siamo infatti diventati tutti dei ricercatori, con modalità sperimentali che hanno segnato il parziale tramonto di ogni certezza riguardante le scienze esatte e il ruolo guida delle istituzioni culturali. Tuttavia la sfida oggi richiesta non è solo di gestire e produrre, ma di pensare il proprio tempo, ovvero di «proporre dei concetti che cerchino di catturare l'esperienza attuale di una molteplicità di attori».1
In un recente forum svoltosi in occasione della manifestazione inCONTEMPRANEA, promossa dalla provincia di Milano, alcuni spazi non profit provenienti da tutta la penisola si sono per la prima volta confrontati su temi vitali, quali la creazione di un modello di crescita culturale del territorio e la proposta di un coordinamento nazionale delle diverse associazioni. Dalle testimonianze è emerso un panorama estremamente diversificato, ma accomunato dalla volontà di dare una direzione unitaria alle singole attività. Se a Palermo le iniziative di Progetto Isole si confrontano con una cultura dell'omertà, ne è una prova il catalogo multimediale realizzato insieme ai cittadini del paese Isola delle Femmine alle porte della città, Exposito a Napoli cura progetti di residenza in parte finanziati dalle istituzioni pubbliche. A Roma 1:1 Projects organizza workshop, mostre e collabora con diverse realtà italiane e straniere. 26cc di Roma inizierà a breve un progetto di residenze per artisti. A Milano Careof e Viafarini, trasferitisi da poco nei nuovi spazi della Fabbrica del Vapore, hanno messo in rete i loro servizi per lo sviluppo della giovane arte, costituendo il DOCVA. A Bologna il programma di residenze d'artista dell'associazione Nosadella.due ha trasformato un appartamento in residenza per artisti e curatori. Lungomare di Bolzano è un laboratorio di cultura del progetto, con processi creativi, soprattutto nel campo del design e dell'architettura.
Se ciò che le associazioni condividono sono soprattutto i valori vincenti dell'apertura allo scambio culturale e alla sperimentazione, la loro sopravvivenza come spazi indipendenti si basa sulla coerenza delle proposte piuttosto che su un'idea generica di gratuità. Essere contemporanei vuol dire dare spazio a poetiche nuove e promuovere le istanze di oggi ed è nella definizione di una politica basata su un agire etico (semplice accesso alle risorse, trasparenza dei processi, non soggetti a logiche politiche) che risiede il principio di ogni innovazione culturale.

1B. Latour, ?Disinventare la modernità?, Eléuthera, Milano, p. 36 e p. 56

Maria Rosa Sossai è critico d'arte e curatore free lance, collabora regolarmente con il MAN di Nuoro e con la rivista d'arte contemporanea «Flash Art». mariarosa.sossai@fastwebnet.it

Author(s)
Maria Rosa Sossai

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