Sexy props & cranberry sauce

Senza titolo, 2001

Senza titolo, 2001

Vista d’insieme della mostra al CACT di Bellinzona, 2001

Vista d’insieme della mostra al CACT di Bellinzona, 2001

Fokus

Ironia e sensualità sono elementi centrali nell’opera di Katia Bassanini. Ma anche il punto di partenza per coinvolgere lo spettatore a mettersi in gioco nello spazio museale.

Sexy props & cranberry sauce

Katia Bassanini

«Please, Mr. Faversam, not here! Not in the cranberry sauce!!» Questa è la preghiera che una procace ?pin-up’ rivolge ad un attempato casanova, che preferisce gettarsi sulle cosce della ragazza piuttosto che su quelle del tacchino che ha di fronte su una tavola riccamente imbandita. Di questa vignetta, tratta da un numero di Playboy degli anni ?70, Katia Bassanini ha recentemente realizzato una fedele riproduzione, dipingendola sui muri del Centro d’Arte Contemporanea Ticino. Questo lavoro – «Senza Titolo (Playboy)», 2001 – rivela una strategia che l’artista ticinese sembra adottare frequentemente: l’estraniazione di immagini ed oggetti dal loro contesto, per proporne una rilettura in chiave ironica. Così la proposta come opera della riproduzione di una vignetta, diventa quasi una dichiarazione programmatica, sintomatica del gusto dell’artista per la satira come potente e cinico strumento di lettura del mondo, ma anche dell’arte. In questo senso Katia Bassanini non dimentica nella stessa esposizione di rendere omaggio al re della satira nell’arte del ?900: Marcel Duchamp. La scultura-readymade «Sans titre (plateaux)» è una torre composta da nove vassoi per ostriche, che oltre ad attivare nella testa dell’osservatore associazioni formali e concettuali con il maestro francese, approfondisce la metafora gastro-erotica della pittura murale, rimandando, anche se in maniera più astratta, al nucleo tematico del corpo, che è centrale nei lavori dell’artista. A questo livello il discorso non diviene però astratto e teorico ed in chiave femminista, ma è mantenuto, attraverso l’erotismo e il cibo, concretamente «fisico», quasi in un’ottica goliardica da commedia popolare. Non si cerca tanto una riflessione in chiave critica, quanto piuttosto una presa di coscienza dell’universo corporale e dei riti ad esso legati. Presa di coscienza che però, grazie all’ironia, non sconfina mai nella drammatizzazione. Nello spazio museale le opere della Bassanini assumono una funzione simile ai «props» cinematografici e teatrali, ovvero agendo come oggetti che da semplici arredi scenici diventano elementi centrali di un’azione narrativa. Posto davanti a questi, lo spettatore si trova infatti spesso confrontato con il dilemma dell’interazione: sembrano infatti incitarlo alla rottura della convenzione «guardare ma non toccare» dominante negli spazi museali. Ciò avviene rinunciando però alla costruzione di complessi meccanismi scenografici, scegliendo invece il mezzo di oggetti relativamente semplici, che stimolano al contempo attrazione e repulsione, oscillando fra il feticcio sexy e la banalità irritante. Ponendo i visitatori delle sue esposizioni di fronte ad un sacco da boxe antropomorfo o ad un sovradimensionato «grattatoio» in peluche dove arrotare le unghie, oppure ad un lunghissimo materasso appeso alla parete come un quadro (che porta però il titolo di «Pillow», cuscino), Katia Bassanini sembra incitare all’azione, al compimento di gesti fisici e sensuali. Ma proprio nel momento in cui stanno per cadere le barriere, ecco che interviene la voce della coscienza, tentatrice ma mora-lista: «Per favore, signor Amante dell’arte, non qui! Non nella sala di un museo!!».


Exhibitions/Newsticker Data Tipo Località Paese
K. Bassanini, S. Jermini, V. Santoro u.a. da 13.10.2001 a 07.12.2001 Ausstellung Bellinzona
Schweiz
CH
Artisti
Katia Bassanini
Author(s)
Giovanni Carmine

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