Video Sound Art Festival - Erotismo urbano

Delphine Depres · Work in progress (dettaglio), 2016, installazione con proiezione video e suono

Delphine Depres · Work in progress (dettaglio), 2016, installazione con proiezione video e suono

Fokus

Con il sottotitolo ‹Ta Erotika Hidden doors›, la sesta edizione del Video Sound Art Festival di Milano esplora i territori dell'erotismo, occupando gli spazi dell'Institut Français, del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, della Villa Simonetta, del Teatro Franco Parenti e del Museo del Design.

Video Sound Art Festival - Erotismo urbano

Anche quest'anno il festival è consacrato in particolar modo alla presentazione delle nuove generazioni di artisti che fanno uso di software creativi e tecnologie digitali e il cui lavoro si contraddistingue per un approccio che si muove tra più discipline. Ne è un esempio l'artista italiano Ugo La Pietra, il quale da decenni produce un'opera eclettica che attraversa i settori delle arti figurative, quali il design e l'architettura. L'artista presenterà anzitutto una nuova serie di lavori, in cui approfondisce l'analogia formale e metaforica fra piante e organi sessuali. Le opere dell'artista brasiliana Bibi Yamamoto portano piuttosto uno sguardo sullo spazio urbano, gli oggetti comuni e la vita ordinaria. Le sue fotografie, le sue installazioni e i suoi video sono analogamente influenzati da un'esperienza professionale nell'ambito della grafica e della moda.
A Milano è presente anche Delphine Depres, di origine francese e residente a ­Ginevra, la quale spazia ugualmente tra registri formali diversi, creando opere ­sonore, video e installazioni. Per assecondare il tema dell'attuale edizione del festival, l'artista propone un'opera incentrata sulla proiezione di un oggetto in movimento filmato in tempo reale e la cui immagine fluttua ambiguamente fra la rappresentazione di un organo sessuale maschile e quella di un seno femminile. Con questo ‹objet sexuel non identifié›, come nelle sue opere precedenti, l'artista si diverte a scomporre i valori e le certezze che contraddistinguono la nostra società, quali la separazione dei generi, il concetto di temporalità lineare e l'autenticità delle immagini riprodotte attraverso strumenti meccanici.
L'invito a realizzare nuove opere concepite per l'evento contrassegna il festival milanese, secondo la direttrice artistica Laura Lamonea, intervistata per l'occasione. Gli artisti sono inoltre seguiti nella fase di produzione durante tutto l'anno che precede l'esposizione. Il festival si caratterizza inoltre per la sua sezione open call rivolta sin dalla prima edizione agli artisti. Una sezione analoga per giovani curatori è stata introdotta quest'anno, nonché un programma di conferenze con esperti nell'ambito delle arti digitali. In Italia, sempre secondo la direttrice, le produzioni artistiche legate a software creativi e nuovi media sono spesso sottovalutate e considerate come ‹innovazioni giocose›. Gli organizzatori del festival intendono mostrare che queste tecnologie offrono anziché l'opportunità di indagare nuove forme di creatività.
Boris Magrini, storico dell'arte e curatore, vive e lavora a Zurigo. mail@borismagrini.com

Jusqu'à 
06.11.2016
Auteur(s)
Boris Magrini

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